Cosa rimane della felicità

What A Laugh

18 Marzo 2016

In questo momento hai fatto la prima risata mentre nuotavi. Ti abbiamo messo nella vasca con lo scivoletto, e così hai potuto muoverti nell’acqua liberamente, con tutta la lunghezza delle tue gambe, con tutta la tua giovane forza che resta a galla. Eri felice. Si vedeva. E volevi farcelo sapere. Perchè ridevi, poi ci guardavi, ridevi e poi ci guardavi.

Sì, ti stai divertendo. La vita è anche questo.
Vorrei dirti.
E te lo dico.

Poi mia madre, il giorno dopo, sentendo questo racconto mi fa: io e te quando ti facevo il bagno, ci facevamo un sacco di risate.

E io, quando ho messo giù il telefono,  ho pensato che non mi ricordo nulla di queste risate. Che se non me lo avesse raccontato mia madre, non ne avrei mai saputo nulla.
Ridevo con lei, mi divertivo con lei come fa ora Alice con me – e come me anche lei non ricorderà nulla di tutta questa felicità.

Un po’ mi sono intristita. Ma ho anche pensato che è stato bello costruire questo ricordo solo attraverso il racconto di mia madre e non con un ricordo vero. E allora mi sono detta che scrivere è la nostra memoria, è la nostra vita che si conserva. E qualsiasi cosa accada, questo ricordo sta qui. Per lei.